Le obbligazioni sono di fatto una promessa di pagamento dell’emittente nei confronti degli investitori. Più è affidabile questa promessa di pagamento, minore è il rischio (almeno quello percepito) per l’investitore e, di conseguenza, minore è il rendimento richiesto.
Invertendo i termini del ragionamento, minore è il rendimento di un’obbligazione, minore è il rischio che gli investitori associano all’emittente, dove il rischio è evidentemente quello di insolvenza (o “default”).
Applicando questo principio attraverso consolidate metodologie e formule di matematica finanziaria è possibile, partendo dal rendimento delle obbligazioni, determinare la probabilità implicita di insolvenza (Tasso di Default Implicito – TDI) ad una determinata scadenza.
La metodologia utilizza l’extra rendimento di un obbligazione (cioè lo “spread”) rispetto ai tassi di mercato “risk free”, e applica una stima di recupero dell’investimento in caso di insolvenza pari al 40%, che rappresenta un valore storicamente verificato (in termini di media) nei casi di default di un’emittente obbligazionario.
Nella tabella di lato, abbiamo applicato questa metodologia alle obbligazioni delle 14 banche italiane attualmente sotto la vigilanza dalla BCE.
Emerge abbastanza chiara una grossa differenza dei valori di TDI tra banca e banca, con le due Popolari Venete chiaramente penalizzate dagli investitori. All’estremo opposto si trovano invece i due più grandi gruppi bancari italiani, Unicredit e Banca Intesa, che godono di notevole fiducia.
Nel mezzo, numerosi istituti con diversi livelli di TDI; da UBI Banca più vicina ai due “grandi” e quindi percepita come meno rischiosa, a MPS che invece presenta il terzo più elevato TDI dopo Pop. Vicenza e Veneto Banca.
Barclays, unica banca straniera ad essere vigilata dalla BCE per le sue attività italiane, è evidentemente favorita anche per un minore rischio paese (Regno Unito) rispetto all’Italia.
Concludiamo con una nota di ottimismo; i valori di TDI pur se calcolati attraverso una rigorosa metodologia statistico-matematica, storicamente hanno sempre sovrastimato il numero di eventi di insolvenza poi effettivamente verificatisi.

Marzotto