Visto l’andamento di azioni e obbligazioni bancarie di questo inizio 2016, riteniamo utile una breve nota di riassunto sull’andamento dei Bond liquidi e a tasso fisso delle principali banche italiane.
Per ogni banca, abbiamo elencato le emissioni “senior” con ammontare emesso di 500 milioni di Euro e oltre e abbiamo verificato la perdita percentuale da inizio anno (“Perf. YTD”) e nell’ultima settimana (“Perf. 5gg”).
Abbiamo inoltre indicato per ogni emittente: l’andamento dell’azione da inizio anno e i due principali indicatori di solidità: il Tier I ratio e il Tangible Common Equity Ratio (TCER).
Di seguito la tabella degli emittenti “sub-investment grade”.

Marzotto

Elaborazione: Marzotto SIM

Emerge la forte sofferenza di tutti gli emittenti con l’unica eccezione di Popolare Milano, le cui obbligazioni
tengono bene così come (almeno in termini relativi) tiene bene l’azione.

 

Vediamo anche la tabella per gli emittenti “investment grade”.

MarzottoSim

Elaborazione: Marzotto SIM

In questo caso le perdite sono mediamente minori, con Unicredit leggermente penalizzata e UBI Banca relativamente premiata, con perdite contenute e in linea con quelle di Intesa S. Paolo.
In generale riteniamo che, a dispetto delle aspettative (anche nostre) di fine 2015, l’avvento del “Bail-in Regime” stia avendo un effetto molto significativo su investitori e correntisti.
L’abbondanza di liquidità garantita dalla BCE non sembra essere riuscita ad attenuare l’impatto di questa nuova normativa.

 

In questo contesto le banche italiane sembrano essere state identificate dal mercato come “l’anello debole”, che sta innescando dinamiche oggettivamente pericolose, non solo per l’andamento dei prezzi, ma anche per l’impatto potenziale sulla capacità di raccolta (sia al dettaglio che all’ingrosso) di alcuni istituti e sui relativi costi.
Per questo motivo suggeriamo per il momento di mantenere un atteggiamento prudente, nonostante alcuni rendimenti siano oggettivamente allettanti.
I bond di Pop. Vicenza, Veneto Banca e MPS (nell’ordine) restano ovviamente i più rischiosi. L’andamento dei titoli di questi tre istituti influenzerà nel bene e nel male tutto il settore nelle prossime settimane.
Un eventuale peggioramento della situazione, con conseguenti possibili timori per la tenuta di uno o più di questi istituti potrebbe innescare la classica dinamica del “contagio”.
A questo proposito riteniamo le emissioni di Popolare Milano più a rischio di altri, per il semplice motivo che hanno perso molto meno delle omologhe di altri istituti. I uno scenario di contagio comunque, tutte le obbligazioni bancarie italiane verrebbero penalizzate, con l’unica possibile (parziale) eccezione dei titoli di Intesa S. Paolo, il cui bilancio dovrebbe essere attrezzato meglio di altri a dare una relativa tranquillità agli investitori.